Con il patrocinio di:

Evento sostenuto dal Progetto
"Pordenone 2020: una città per tutti"

HomeStorieintervista-11

intervista-11

Storie
Racconti
dal territorio


Marinella Dalla Colletta

CEO di Talent Garden Pordenone

Sono una dei soci di Talent Garden Pordenone, siamo in 5 e nasciamo nel 2015 quando in Italia si cominciava a parlare di coworking, anche se si era già affermato a San Francisco dieci anni prima. Il primo Talent Garden è nato a Brescia, ora siamo davvero numerosi in tutta Europa, abbiamo quasi raggiunto la trentina di sedi. Tra l’altro, stiamo andando ad aprire anche nel sud d’Italia perché investiamo dove c’è l’esigenza e l’urgenza di stimolare il territorio.

Nel 2015, quando abbiamo aperto a Pordenone, la domanda di molti è stata: ma perché proprio qui? La risposta è che, Pordenone era ed è un nodo nevralgico di innovazione. Inoltre, il Friuli-Venezia Giulia confina con altre regioni e paesi che sono molto attivi a livello digitale, come ad esempio, la Slovenia con cui abbiamo avuto alcune collaborazioni. Perciò con l’idea di aprire una via tra il Veneto Orientale e il confine, Pordenone ci è sembrata la soluzione più adatta. Da lì abbiamo cominciato a lavorare molto sull’aspetto del coworking come spazio di condivisione. L’affitto di scrivania può essere gestito facilmente da tutti, ma il coworking è molto altro, è condivisione, è socialità, è stare insieme, è contaminarsi. Oltre questo c’è stata la questione della formazione, una base fondamentale per noi: formazione d’impresa, formazione per liberi professionisti, formazione per appassionati del digitale. Abbiamo iniziato percorsi con un aspetto preponderante: il digital, attraverso corsi a pagamento, contattando i migliori professionisti italiani ed europei, tra cui Enrico Pavan, che ha appena vinto un premio con la sua agenzia e Enrico Marchetto, conosciuto per il Facebook advertising. È fondamentale per noi fornire un servizio di altissima qualità.

L’altro aspetto importante è che abbiamo sempre voluto creare partnership con le realtà del territorio, tra cui Electrolux, Eurotech, Bofrost Italia e oggi Bcc Pordenonese e Monsile.

Tutto questo fino all’inizio del 2020 quando velocemente, con la pandemia, abbiamo dovuto capire come trasformare il nostro modello di business. Abbiamo trasferito online tutte le attività formative, iniziando a collaborare con Atena e anche gli eventi. Con Atena abbiamo realizzato due corsi di formazione: WordPress e Strategie Digital che hanno dato risultati molto positivi, anche se organizzati in tempi brevissimi. Con BCC Pordenonese e Monsile abbiamo progettato dei webinar (stagionali), prendendo un po’ spunto dalle serie tv, in forma di i-peritivi in cui abbiamo portato online, una volta alla settimana, le interviste a innovatori italiani che raccontano in modo molto semplice e diretto le loro storie e i loro progetti futuri. Come ad esempio: Chiara Brughera di Shetech, la nostra prima ospite.

Tutto questo è online, sul canale youTube dedicato e anche in formato podcast. La terza stagione è partita ad aprile e durerà tre mesi.
Naturalmente, non perdiamo il focus sulla nostra principale attività (il coworking) e quello che è stato accolto molto bene dai nostri tagger – noi li chiamiamo così – sono i diversi vantaggi che abbiamo cercato di introdurre per loro. Lo scorso anno siamo stati chiusi un mese e, durante quel periodo, abbiamo dato loro la possibilità di ridurre l’affitto. Era un momento difficile e noi abbiamo voluto renderglielo più lieve.
Non abbiamo dunque perso l’offline per dare solo spazio all’online, anzi…diciamo che facciamo quello che oggi è stato definito con una nuova parola, l’onlife che ha come capisaldi per noi coworking, formazione e partnership con realtà del territorio.

Qui in città, fin dalla nostra nascita, abbiamo subito cercato di fare rete, realizzando attività con altri coworking. All’inizio il territorio (cittadini e aziende) non aveva compreso il progetto nella sua completezza, il coworking (la parola stessa) non era conosciuto. Nel tempo, anche loro hanno capito il peso dell’innovazione e lo dimostrano le collaborazioni realizzate da noi con aziende importanti o gli eventi organizzati in città. A Pordenone, tra i giovani, per quel che riguarda la nostra esperienza, c’è tanta resilienza e voglia di fare. In generale, purtroppo le donne sono state maggiormente penalizzate, in questo periodo (dati Istat). Nel settore dell’innovazione, avendo un mindset diverso, si interpreta la situazione della parità di genere in modo differente: la donna ha le stesse opportunità dell’uomo. Anche se c’è ancora moltissimo da fare.